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Quando è nato questo grande poeta? L'atto di nascita, estratto dai registri battesimali della Arcipretura della parrocchia S.S. Trinità di Cianciana, lo da nato l'11 ottobre del 1872 da Gaetano Di Giovanni (1831-1912) e Filippa Guida (1837-1903), alle ore 18 precise (1) mentre il poeta ricorda come Egli stesso scrive (2) che la sua santa mamma soleva dirgli che "fece sentire i primi strilli in un'inquieta mattinata d'ottobre, a mezzogiorno preciso mentre le campane delle chiese suonavano l'Angelus e, per le viuzze sì spandeva acuto l'odore del mosto, fra l'andare e venire frettoloso delle mule e delle cavalle che portavano le corbe piene d'uva matura". Il signor Gaetano discendeva da una famiglia di Santa Elisabetta che s'era stabilita a Cianciana per impiantare dapprima una modesta fabbrica di cuoiami e poi a darsi all'industria dello zolfo, riuscendo a stabilire un attivo scambio commerciale con la Francia. Una grossa crisi di mercato getta il nonno Vincenzo (1790-1868) nella miseria; ma per la riconosciuta onestà e capacità viene incaricato da una grande casa inglese a riattivare una miniera di zolfo in Valplatani. Gli affari svilupparono abbastanza rapidamente, tanto che egli ritenne conveniente istituire dei depositi del minerale a Porto Empedocle che prosperarono non solo per l'attività che egli vi dedicava, ma perché il commercio fu favorito da un periodo particolarmente convulso tanto che pur essendo illetterato trattò da pari a pari con i più grandi commercianti inglesi e francesi, che avevano in lui la più alta stima di infaticabile industriale e di galantuomo provato. Nonno Vincenzo volle istruiti i figli: Alessio (zio del poeta) che si diede al sacerdozio, e Gaetano (padre del poeta) che si diede agli studi storici e letterari. Gaetano, nato in Casteltermini nel 1831 (3) compì i primi studi in Girgenti, poi si trasferì a Palermo a studiare Filosofia e Diritto in quella Università e non tardò a tornare al suo paese natio per occupare l'ufficio notarile, che seppe guadagnarsi con un concorso, in cui diede saggio del suo forte ingegno e del corredo di studi, di cui, sebbene giovane ancora, s'era arricchito. Questo ufficio gli offri l'opportunità di attuare l'ideale, che vagheggiava da tempo: illustrare la storia del suo paese natio, tutto compreso dal detto del poeta latino: Pius est patriae, facta referre labor. Dall'archivio a lui affidato trasse infatti gran parte del prezioso materiale, di cui si servì per compilare la sua opera principale: Le Notizie Storiche di Casteltermini. Dopo nove anni di notoriato fu costretto a lasciarlo, per la morte del padre, e recarsi a Cianciana per accudire alla amministrazione dei beni ereditati. Fu in quell'anno(4) "che il signor Gaetano acquista a Cianciana, il palazzo dove nascerà Alessio, dall'ultimo barone del paese". Ma (5) "non l'esercizio onorato della professione, non le cariche pubbliche, non le cure dell'amministrazione familiare valsero a distoglierlo dai suoi studi prediletti. a spegnerne o ad attenuarne per un momento solo la febbre del lavoro e la fiamma dell'entusiasmo: e vale a provarlo la serie ricca e varia dei suoi scritti: dalle Notizie Storiche di Casteltermini a la vita e le opere di Giovanni Agostino De Cosmi, l'illustre suo conterraneo, il primo e il più grande pedagogista dell'epoca moderna, dai cenni storici sull'origine di Mussomeli, alla Circoscrizione Territoriale di Cianciana, dalla raccolta di Canti e Novelline Siciliane e di Usi, Credenze e pregiudizi del Canavese, al discorso su San Francesco d'Assisi e del suo maestro Gesù di Nazaret. Gaetano Di Giovanni (6) "seppe capovolgere la vecchia concezione della vita e del sapere: la letteratura aristocratica deve divenire letteratura democratica; la storia di classe deve divenire demotica; gli eroi della mansuetudine e della carità". "A quest'opera generosa ed irrevocabile egli (7) sacrificò l'avito censo con una munificenza che è l'aspetto economico di quell'altra essenziale di prodigare le verità conquistate e gli entusiasmi cumulati". L'opera (8) sua durerà benefica nel tempo e la terrà desta e la compirà il figliuolo Alessio, quest'anima di asceta, la cui arte possente ha come un monito di serena e fervosa elevazione di tra l'imperversare dell'estetismo convulsionario degli impotenti e dei futuristi. Alessio (9), "nato in un angolo benedetto della benedetta Valplatani, frequentò le prime classi nel paese natio e fin d'allora cominciò a vedere la vita sotto un aspetto tragico e triste. La casa paterna, era per il piccolo Alessio, un animato caleidoscopio, dove, durante l'intera giornata, vedeva passare le figure più strane e più originali". Nella (10) stanza del padre era un andirivieni continuo di contadini, di guardie campestre, di zolfatai, di capimastri, d'impiegati municipali, perché il signor Gaetano, sindaco per parecchi anni, era il padre della povera gente. La vocazione di Alessio, come avviene di molte vocazioni letterarie, si manifesta subito nella poesia ed è subito apprezzato dal suo caro maestro delle elementari don Clemente Palminteri. Il 4 ottobre del 1884, quando aveva cioè dodici anni, segue la famiglia a Palermo andando ad abitare in via Ottavio d'Aragona e poi in piazza S. Oliva dove nacque l'ultima delle sue sorelle Rosaliuccia e successivamente in via Vincenzo Riolo e in piazzetta delle Stimmate. A Palermo, la mamma, divenne amica della signora Pìtrè (la madre dell'illustre folklorista), della baronessa Crescimanno e di altre nobil donne. E' in questo periodo che le zolfare pencolavano con quel malaugurato ribasso di prezzi che minacciava di travolgere ogni cosa e rendeva più che mai asfissiante le interessate carezze degli usurai, poi, la grande disgrazia, la morte della sorellina Rosaliuccia (11) all'età di cinque anni, non diede più requie alla mamma, insidiata dalla malattia di cuore. Fu allora che il Signor Gaetano si persuase a farla ritornare a Cianciana con le figlie Crocifissa e Rosa. Alessio andava ogni tanto a rivedere la mamma e ne provava un grande sollievo e non vi dico quand'era felice quando riposava tra le lenzuola fresche di bucato, odoranti di spigo e di rosmarino. Ma alla fine del 1893 a tutto agosto 1894 rimase poi con la mamma, e furono gli anni suoi più felici, dopo quelli indimenticabili dell'infanzia. E sono gli anni in cui il padre si trasferisce a Noto, in provincia di Siracusa, dove riprende la sua professione di notaro. In questo periodo Alessio, inizia i suoi primi lavori: Maju Sicìlianu e il libretto "Scunciuru". Da allora l'opera di Alessio Di Giovanni diventerà vasta e complessa. Poeta e prosatore, drammaturgo e romanziere, novelliere, critico letterario, studioso demopsicologo. In questo generale cenno, basti scorrere l'appendice bibliografica del Feritore (12). Muore a Palermo il 6 Dicembre 1946 Milano, Sabato 13 giugno 1981
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1) Suor Fatima Ist. Suore Orsoline S.S. Crocifìsso di Cianciana, lettera 9, Halykos del 12 gennaio, 1981 - Nel registro dei battezzati dal 1871 al 1879 al numero d'ordine 206 alla pag. 78 troviamo scritto: Alessio Di' Giovanni fiìius di Gaetani et Filippe Guida, Battezzato il 12 ottobre 1872 et natus ieri hore18, Sac. Gaetano Pendino matrina Carmela Di Giovanni.
2) A.D.G. Teatro Siciliano, Scunciuru, Gabrieli lu Carusu. L'Ultimi Siciliani (Catania, studio ed. moderno 1932) Capitolo introduttivo: "Come andò che divenni drammaturgo" Pag. VIII
3) Gioacchino Di Marzo - (in un numero della rivista palermitana II Solco del 15 agosto 1912).
4) A.D.G. Teatro Siciliano, Scunciuru, Gabrieli lu Carusu, L'Ultimi Siciliani (Catania, studio ed. moderno 1932) Capitolo introduttivo: "Come andò che divenni drammaturgo " Pag. VIII
5) Gioacchino Di Marzo - (in un numero della rivista palermitana II Solco del 15 agosto 1912).
6) Giuseppe Di Rosa-(In un numero della rivista palermitana il Solco del 15 Agosto 1912).
7) Ibidem
8) Ibidem
9) A.D.G. In ricordo de la Mamma-Noto, tip. popolare 1904 pag, 16-17
10) Ibidem
11)Hàlycos studi sul Comm. Gaetano Di Giovanni. Al 13/6/1981 i figliuoli del signor Gaetano accertati sono: Vincenzo Enrico, Vicenzina (morta a Cianciana all'età di 18 anni), Faustina, Crocifissa (chiamata Crocina -in religione suor Beatrice, monaca dei monastero di San. Benedetto di Modica , Alessio il poeta, Rosa (chiamata Rosina) Carmela (chiamata Carmelina, nata a Palermo ed ivi morta all'età di cinque anni) ed un figlio maschio (nato a Cianciana durante l'infanzia di Alessio ed ivi morto dopo pochi giorni).
12) G.A. Peritore, La poesia di A.D.G., Palermo, Fiorenza ed. 1928. Riportata in "Galleria", VII (nn.5 e 6 1956), aggiornata e con ritocchi.
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